Come conservare correttamente il cibo nel frigorifero

 

Sebbene la “conquista del freddo” sia avvenuta nel XIX secolo, molti di noi ancora oggi ignorano la giusta modalità di conservazione dei cibi nel proprio frigorifero.

Questo elettrodomestico, ormai di uso quotidiano, ha letteralmente rivoluzionato l’alimentazione di oltre un secolo, permettendo alle popolazioni di varie nazioni di conoscere e apprezzare i cibi provenienti da altre regioni o da altri continenti grazie a una conservazione maggiormente prolungata nel tempo, mediante la refrigerazione.

Il deterioramento delle derrate alimentari è un processo del tutto naturale, ma la loro corretta conservazione è importante sia per avere un cibo più fresco per più giorni sia per impedire o rallentare la proliferazione di agenti patogeni dannosi per la salute.

Le case produttrici sono molto attente a offrire un prodotto sempre d’avanguardia, che sia capace di rendere omogenea la temperatura e l’umidità all’interno del vano di refrigerazione e che impedisca la formazione della brina sulla parete di fondo; tuttavia, vi sono ancora molti frigoriferi che hanno una tecnologia tradizionale, per la quale le temperature sono piuttosto variabili a seconda dei ripiani ed è, in tal caso, importante sapere come disporre il cibo sui di essi per conservarli al meglio.

Il freddo tende sempre ad andare verso il basso, pertanto i punti del frigorifero a minore temperatura sono il vano della frutta e della verdura, normalmente dotato di cassetto, e la mensola posta su di esso. La temperatura si aggira tra i 2°C e i 4°C ed è ideale per la conservazione dei vegetali. Sebbene la loro conservazione sia prolungata, è bene consumarli in tempi piuttosto brevi, sia per impedire la proliferazione di muffe sia per evitare di assumere un cibo che pian piano si deteriora dei suoi micronutrienti così preziosi per la nostra nutrizione.

E’ buona regola pulire grossolanamente questi alimenti, privandoli eventualmente del terriccio, nel caso di alcune verdure, riporli nel frigorifero asciutti e in sacchetti forati che ne impediscono la condensa oppure avvolti in strofinacci di cotone o di carta assorbente che andranno cambiati con regolarità, almeno una volta a settimana.

Sul ripiano posto al di sopra del cassetto dei vegetali, è possibile conservare la carne e il pesce; entrambi devono essere chiusi nelle loro confezioni di vendita oppure in appositi contenitori da frigo, meglio se di vetro, chiusi da un coperchio o da pellicola trasparente o avvolti in fogli di alluminio. Attenzione a non avvolgere cibi acidi, per esempio contenente limone o pomodoro, con fogli di alluminio, perché si forma l’allumina, la quale è tossica per il nostro organismo. Nel vano centrale la temperatura è leggermente più alta, aggirandosi intorno ai 5°C; qui possono essere riposti le carni conservate che devono essere chiuse nelle loro confezioni originali in plastica oppure essere avvolte in fogli di alluminio e chiusi in contenitori ermetici per impedirne una rapida contaminazione batterica.

Su questa mensola è possibile riporre anche il cibo avanzato dal pasto precedente, sempre conservato in appositi recipienti chiusi ermeticamente, nonché i cibi confezionati che riportano la dicitura “dopo l’apertura, conservare in frigo”.

Il ripiano più in alto ha una temperatura ancora più elevata, intorno agli 8°C ed è possibile riporvi lo yogurt, i dolci, i sughi, le salse e i prodotti caseari. Nello specifico, i formaggi stagionati devono essere avvolti nella pellicola trasparente, mentre quelli freschi vanno conservati in appositi contenitori e chiusi ermeticamente.

Anche i cibi in scatola, una volta aperti, vanno riposti in questo stesso vano, chiusi superiormente mediante un po’ di pellicola trasparente, meglio ancora se travasati prima in un contenitore di vetro o di plastica per alimenti.

Le uova, se lasciate nella loro confezione di origine, possono trovare collocamento nel ripiano più alto; in fondo non necessitano di temperature molto basse, basti considerare che al supermercato si trovano in un reparto molto vicino all’area frigoriferi, ma non sono specificamente in alcuno di essi, questo perché se fossero conservate in uno dei frigoriferi, lo sbalzo di temperatura nel traggitto verso casa potrebbe creare condensa sul guscio permeabile e favorire il passaggio dei batteri. Altra possibilità è porle nell’apposito portauova posizionato nel balconcino più alto della controporta del frigo e, in tal caso, è buona regola conservare il talloncino della confezione originaria in cui è indicata la data entro cui è consigliato consumarle, sebbene possano essere conservate in questo modo anche per un mese. 

E’ molto importante che i cibi crudi non entrino in alcun modo in contatto con quelli cotti per evitare contaminazioni di quest’ultimi. Anche le uova, infatti, avendo un guscio poroso possono facilmente essere contaminate, ma nel contempo possono esse stesse contaminare altri cibi, se portatrici di salmonella.

Nei balconcini più bassi della controporta, è possibile porre le bevande: latte, succhi, acqua, vino, ecc.

La temperatura dei vani dello sportello è variabile da 5° a 10°C, ma più in generale la temperatura di tutto il frigorifero risente del clima ambientale. Infatti, in inverno quando la temperatura esterna è più bassa, quella del frigorifero è di norma leggermente maggiore; mentre in estate, quando fa più caldo, si esige di temperature più basse per il vano di refrigerazione per garantire una maggiore conservazione degli alimenti. Tale variazione si ottiene regolando la temperatura del frigorifero mediante il termostato posto nella parte alta del vano di refrigerazione.

Una corretta conservazione dei cibi in frigorifero, tiene anche conto di un’altra regola da non sottovalutare che impedisce lo spreco, ovvero portare avanti gli alimenti più vecchi e posizionare nelle file posteriori i cibi di più recente acquisto.

Sopra o sotto o accanto al vano di refrigerazione vi è il freezer, il quale consente il congelamento dei cibi. E’ molto importante che questi siano scongelati nel vano frigo, per mantenere maggiormente intatte le caratteristiche organolettiche dell’alimento. Inoltre, una volta scongelati, gli alimenti vanno consumati e, se avanzano, non possono essere congelati nuovamente.

 

 

Dott.ssa Laura Savoia




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